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Decreto Italiano per le StartUp

SEZIONE V
AZZERAMENTO DEL DIVARIO DIGITALE E MONETA ELETTRONICA

 

Art.14
Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali

1. Per il completamento del Piano Nazionale Banda Larga, definito dal Ministero dello sviluppo economico – Dipartimento per le comunicazioni e autorizzato dalla Commissione Europea [aiuto di Stato n. SA.33807 (2011/N)] – Italia], per l’anno 2013 sono stanziati 150 milioni di euro sul capitolo 7230, UdV 6.7 dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, da utilizzare nelle aree dell’intero territorio nazionale definite dal medesimo regime d’aiuto.

2. All’art. 87, comma 5, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole “inizianuovamente” sono sostituite con la parola “riprende”.

3. Entro 60 giorni, con regolamento del Ministro dello sviluppo economico sono definite le misure e le modalità di intervento da porre a carico degli operatori TLC al fine di minimizzare eventuali interferenze tra i servizi a banda ultralarga mobile nella banda degli 800 MHz e gli impianti per la ricezione televisiva domestica. Gli interventi che si rendessero necessari sugli impianti per la ricezione televisiva domestica per la mitigazione delle interferenze sono gestiti a valere su un fondo costituito dagli operatori TLC assegnatari delle frequenze in banda 800 MHz. I parametri per la costituzione di detto fondo e la relativa contribuzione degli operatori sono definiti secondo principi di proporzionalità, trasparenza e non discriminazione. Il Ministero dello sviluppo economico con proprio provvedimento provvede ogni trimestre alla rimodulazione di tali contributi sulla base dei costi di intervento effettivamente sostenuti dai singoli operatori e rendicontati.

4. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 luglio 1998, n. 281, sono definite le specifiche tecniche delle operazioni di scavo per le infrastrutture a banda larga e ultralarga nell’intero territorio nazionale. Tale decreto definisce la superficie massima di manto stradale che deve essere ripristinata a seguito di una determinata opera di scavo, l’estensione del ripristino del manto stradale sulla base della tecnica di scavo utilizzata, quali trincea tradizionale, minitrincea, proporzionalmente alla superficie interessata dalle opere di scavo, le condizioni di scavo e di ripristino del manto stradale a seguito delle operazioni di scavo, proporzionalmente all’area d’azione.

5. Al comma 7 dell'art. 88 del decreto legislativo n. 259 del 2003, (Codice delle comunicazioni elettroniche) sono apportate le seguenti modificazioni :

a) dopo le parole “trascorso il termine di” la parola “novanta ” è sostituita dalla seguente “quarantacinque” ;
b) dopo le parole “il 
termine ridotto a” la parola “trenta” è sostituita dalla seguente: “quindici”;

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c) dopo l’ultimo periodo è aggiunto il seguente: “Nel caso di apertura buche, apertura chiusini per infilaggio cavi o tubi, posa di cavi o tubi aerei su infrastrutture esistente, allacciamento utenti il termine è ridotto a dieci giorni.”.

6. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 2, comma 15-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al comma 3 dell’art. 66 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, come modificato dal D.P.R. del 16 settembre 1996, n. 610, è aggiunto il seguente periodo:“ Per le tecniche di scavo a limitato impatto ambientale la profondità minima può essere ridotta a condizione che sia assicurata la sicurezza della circolazione e garantita l’integrità del corpo stradale per tutta la sua vita utile, in base a valutazioni della tipologia di strada, di traffico e di pavimentazione”.

7. Al comma 2 dell’articolo 95 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, è aggiunto il seguente comma: “2-bis: Per le condutture aeree o sotterranee di energia elettrica di cui al comma 2, lett. a) realizzate in cavi cordati ad elica, il nulla osta è sostituito da una attestazione di conformità del gestore.”.

8. Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e in deroga a quanto stabilito dall'articolo 93, comma 2, secondo periodo, del Codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 10 agosto 2003, n. 259, i comuni e le province non applicano, per l'occupazione del suolo e del sottosuolo con reti e con impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica la tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al capo II del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive modificazioni, ovvero il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui all'articolo 63 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, calcolato secondo quanto previsto dal comma 2, lettera e), del medesimo articolo, ovvero dell'eventuale contributo una tantum per spese di costruzione delle gallerie di cui all'articolo 47, comma 4, del predetto decreto legislativo n. 507 del 1993.

9. All’articolo 91 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche), è aggiunto il seguente comma:
“ 4-bis. 
L’operatore di comunicazione durante la fase di sviluppo della propria rete in fibra ottica può, in ogni caso, accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili apparati privi di emissioni elettroniche. Il diritto di accesso è consentito anche nel caso di edifici non abitati e di nuova costruzione”.

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