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Decreto Italiano per le StartUp

Art.20
Comunità intelligenti

 

1. L’Agenzia per l’Italia digitale definisce strategie e obiettivi, coordina il processo di attuazione e predispone gli strumenti tecnologici ed economici per il progresso delle comunità intelligenti.

2. Ai fini di cui al comma 1, l’Agenzia, sentito il comitato di cui al comma 3:
a) predispone annualmente il piano nazionale delle comunità intelligenti-PNCI e lo trasmette entro il mese di febbraio al Presidente del Consiglio dei ministri o al Ministro delegato per l’innovazione tecnologica, che lo approva entro il mese successivo;
b) entro il mese di gennaio di ogni anno predispone il rapporto annuale sull’attuazione del citato piano nazionale, avvalendosi del sistema di monitoraggio di cui al comma 14 del presente articolo;
c) emana le linee guida recanti definizione di standard tecnici, compresa la determinazione delle ontologie dei servizi e dei dati delle comunità intelligenti, e procedurali nonché di strumenti finanziari innovativi per lo sviluppo delle comunità intelligenti;
d) istituisce e gestisce la piattaforma nazionale delle comunità intelligenti di cui al presente articolo.

3. È istituito presso l’Agenzia per l’Italia digitale il Comitato tecnico delle comunità intelligenti, formato da nove componenti in possesso di particolari competenze e di comprovata esperienza nel settore delle comunità intelligenti, di cui due designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, due designati dall’Associazione nazionale dei comuni italiani, uno designato dall’Unione delle province italiane e altri quattro nominati dal Direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale, di cui uno provenienti da atenei nazionali, uno dalle associazioni di imprese o di cittadini maggiormente rappresentative, uno dall’Istat e uno dall’Agenzia stessa. Il comitato adotta il proprio regolamento di organizzazione ed elegge il Presidente. Ai componenti del comitato non spettano compensi, gettoni, emolumenti o indennità comunque definiti. I suoi componenti durano in carica 3 anni, rinnovabili una sola volta.

4. Il comitato di cui al comma 3 propone all’Agenzia il recepimento di standard tecnici utili allo sviluppo della piattaforma nazionale di cui al presente articolo, collabora alla supervisione dei documenti di cui al comma 2, lettere a), b) e c) e partecipa alla definizione dello Statuto di cui al comma 5.

5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delegato per l'innovazione tecnologica, sentiti l’Agenzia e il comitato tecnico di cui al comma 2, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, è adottato lo Statuto della cittadinanza intelligente, da redigere sulla base dei seguenti criteri:

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a) definizione dei principi e delle condizioni, compresi i parametri di accessibilità e inclusione digitale ai sensi delle disposizioni del presente decreto-legge, che indirizzano le politiche delle comunità intelligenti;
b) elencazione dei protocolli d’intesa tra l’Agenzia e le singole amministrazioni, nei quali ciascuna di esse declina gli obiettivi del piano nazionale delle comunità intelligenti. I protocolli sono aggiornati annualmente a seguito del rinnovo del piano nazionale.

6. L’Agenzia e le singole amministrazioni locali interessate stabiliscono congiuntamente le modalità di consultazione pubblica periodica mirate all’integrazione dei bisogni emersi dalla cittadinanza nel processo di aggiornamento annuale degli obiettivi di cui ai commi precedenti.

7. La sottoscrizione dello Statuto è condizione necessaria per ottenere la qualifica di comunità intelligente.

8. Il rispetto del protocollo d’intesa, misurato dall’Agenzia avvalendosi del sistema di monitoraggio di cui al comma 14 del presente articolo, è vincolante per l’accesso a fondi pubblici per la realizzazione di progetti innovativi per le comunità intelligenti.

9. Al fine di assicurare la rapida e capillare diffusione sul territorio di modelli e soluzioni ad alta replicabilità, l'integrazione con le caratteristiche tecniche ed amministrative dei sistemi regionali e l'adattamento ai diversi contesti territoriali di area vasta, per la programmazione e l'attuazione delle iniziative del PNCI di cui al comma 2, lettera a), l'Agenzia opera in collaborazione con le Regioni e le Province autonome,.

10. L’Agenzia per l’Italia digitale svolge l’attività del presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

11. Con deliberazione da adottare entro 120 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto-legge, l’Agenzia per l’Italia digitale, sentito il Comitato di cui al comma 3, istituisce, definendone le modalità per la gestione, la piattaforma nazionale delle comunità intelligenti e le relative componenti, che includono:

a) il catalogo del riuso dei sistemi e delle applicazioni; b) il catalogo dei dati e dei servizi informativi;
c) il sistema di monitoraggio.

12. L’Agenzia istituisce e gestisce il catalogo del riuso dei sistemi e delle applicazioni. A tal fine:
a) promuove indirizzi operativi e strumenti d’incentivazione alla pratica del riuso anche attraverso meccanismi di aggregazione della domanda;

b) adotta e promuove il recepimento di formati e processi standard per l’indicizzazione e la condivisione delle applicazioni presenti nel catalogo;
c) definisce standard tecnici aperti e regole di interoperabilità delle soluzioni realizzate, da recepire nei capitolati degli appalti pubblici concernenti beni e servizi innovativi per le comunità intelligenti;

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13. Ai fini della creazione del catalogo dei dati e dei servizi informativi prodotti dalle comunità intelligenti di cui al comma 11, lettera b) del presente articolo, l’Agenzia:
a) cataloga i dati e i servizi informativi con l’obiettivo di costituire una mappa nazionale che migliori l’accesso e faciliti il riutilizzo del patrimonio informativo pubblico;

b) favorisce il processo di metadatazione attraverso l’elaborazione delle ontologie e dei modelli di descrizione dei dati, necessari alla condivisione e al riutilizzo efficace del patrimonio informativo pubblico;
c) definisce standard tecnici per l’esposizione dei dati e dei servizi telematici;

d) promuove, attraverso iniziative specifiche quali concorsi, eventi e attività formative, l’utilizzo innovativo e la realizzazione di servizi e applicazioni basati sui dati delle comunità intelligenti.

14. Ai fini della realizzazione del sistema di monitoraggio, e per valutare l’impatto delle misure indicate nel piano nazionale delle comunità intelligenti, l’Agenzia, sentito il comitato tecnico di cui al comma 3, di concerto con l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT):

a) definisce, sentita l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI), un sistema di misurazione basato su indicatori statistici relativi allo stato e all’andamento delle condizioni economiche, sociali, culturali e ambientali delle comunità intelligenti e della qualità di vita dei cittadini; tra tali indicatori sono inclusi: indicatori di contesto o di risultato; indicatori relativi alle applicazioni tecnologiche funzionali alle misure adottate delle comunità intelligenti; indicatori di spesa o investimento; i dati dei bilanci delle pubbliche amministrazioni oggetto della misurazione, da acquisire dalla Banca dati delle amministrazioni pubbliche costituita ai sensi dell’articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sulla base dello schema di classificazione adottato nell’ambito della stessa, individuando uno schema comune di riclassificazione che ne faciliti la lettura e l’utilizzo in riferimento al sistema di indicatori definito; indicatori per la misurazione del livello di benessere soggettivo dei cittadini e della loro soddisfazione rispetto ai servizi della comunità in cui risiedono;

b) avvalendosi dei dati e della collaborazione dell’ISTAT e degli enti appartenenti al Sistema statistico nazionale (SISTAN), definisce il processo di raccolta, gestione, analisi e indicizzazione dei dati, promuove sistemi e applicazioni di visualizzazione e provvede affinché i dati raccolti all’interno del sistema di monitoraggio delle comunità intelligenti siano accessibili, interrogabili e utilizzabili dagli enti pubblici e dai cittadini, in coerenza con la definizione di “dati di tipo aperto”, ai sensi dell’articolo 68, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, come modificato dall’articolo 16 del presente decreto;

c) inserisce all’interno del rapporto annuale di cui all’articolo 39, comma 2, lettera b), l’analisi delle condizioni economiche, sociali, culturali e ambientali delle comunità intelligenti, con particolare riguardo allo stato di attuazione e all’effettivo conseguimento degli obiettivi indicati nel piano nazionale delle comunità intelligenti;

d) individua, sentita l’ANCI, i meccanismi per l’inclusione progressiva, nel sistema di monitoraggio, anche dei comuni che non abbiano ancora adottato misure rientranti nel piano nazionale delle comunità intelligenti.

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15. Le amministrazioni centrali dello Stato inseriscono, nei bandi per progetti di promozione delle comunità intelligenti, clausole limitative dell'accesso ai relativi benefici per le amministrazioni pubbliche che:

a. non inseriscono sulla piattaforma del riuso le specifiche tecniche e le funzionalità delle applicazioni sviluppate; nel caso siano nella disponibilità del codice sorgente e l’applicazione sia rilasciata con una licenza aperta, esse condividono altresì tutti i riferimenti necessari al riutilizzo;

b. non pubblicano i dati e e le informazioni relative ai servizi nel catalogo dei dati e dei servizi informativi secondo le previsioni del presente decreto e nel rispetto della normativa sulla valorizzazione del patrimonio informativo pubblico;

c. non partecipano al sistema nazionale di monitoraggio.

16. In sede di prima applicazione i dati presenti nel catalogo di cui all’articolo 67 del Codice dell’amministrazione digitale confluiscono nel catalogo del riuso di cui al presente decreto.

17. L’Agenzia per l’Italia digitale svolge le attività indicate con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.

18. Anche al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’art. 39 e dal presente articolo, al decreto-legge 22 maggio 2012, n. 83, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 134, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’art. 21, comma 3 in fine, dopo la parola “anni” sono aggiunte le seguenti 
“ e non è soggetto all’applicazione dell’art. 19, comma 8, del decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165”.

b) all’art. 22, quinto e sesto comma, le parole “comparto Ministeri” sono sostituite dalle parole “comparto enti pubblici non economici”.

19. L’inclusione intelligente consiste nella capacità, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di offrire informazioni nonché progettare ed erogare servizi e fruibili senza discriminazioni dai soggetti appartenenti a categorie deboli o svantaggiate e funzionali alla partecipazione alle attività delle comunità intelligenti, definite dal piano nazionale di cui al comma 2, lettera a), secondo i criteri stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato all’innovazione tecnologica.

20. L’accessibilità dei sistemi informatici di cui all’articolo 2 della legge 9 gennaio 2004, n. 4, e l’inclusione intelligente costituiscono principi fondanti del piano nazionale delle comunità intelligenti e dello statuto delle comunità intelligenti nonché delle attività di normazione, di pianificazione e di regolamentazione delle comunità intelligenti.

21. Nelle procedure di appalto per l’acquisto di beni e per la fornitura di servizi informatici svolte dalle amministrazioni pubbliche che aderiscono allo statuto delle comunità intelligenti, il rispetto dei criteri di inclusione intelligente stabiliti con il decreto di cui al comma 1 è fatto oggetto di specifica voce di valutazione da parte della stazione appaltante ai fini dell’attribuzione del punteggio dell’offerta tecnica, tenuto conto della destinazione del bene o del servizio. L’Agenzia per l’Italia digitale vigila, anche su segnalazione di eventuali interessati, sul rispetto del presente comma.

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22. L'inosservanza delle disposizioni del comma 21:
a) è rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili;
b) comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modificazioni.

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